IL PROGETTO
Il progetto Marthas Halle nasce in seno all’associazione Kantiere – Arte in Corso d’Opera come unione di differenti media artistici: fotoelaborazione, musica elettronica e drammaturgia si fondono per dar vita ad un atto performativo dalla vocazione spiccatamente catartica. L’atto performativo qui è visto in senso aristotelico come mimesi della realtà, viatico per la purificazione dagli orrori quotidiani.
THE PROJECT
Marthas Halle project comes within the cultural association Kantiere – Arte in Corso d’Opera as an ensemble of different artistic media: visual art, electronic music and drama, combine to create a performance that shows its cathartic vocation. The performing act is seen here in the Aristotelian sense as mimesis of reality, inspiration for the purification from the daily horrors.

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Quadri

JENESIS

  • JENESIS

    JENESIS


    Voglia il cielo che il lettore, reso ardito e momentaneamente feroce come ciò che legge, trovi, senza perdere l’orientamento, il suo cammino scosceso e selvaggio attraverso le paludi desolate di queste pagine oscure e avvelenate; infatti, a meno che non applichi alla lettura una logica rigorosa e una tensione intellettuale pari almeno alla sua diffidenza, le esalazioni mortali di questo libro gli impregneranno l’anima come l’acqua lo zucchero. Non è bene che tutti leggano le pagine che seguono; pochi soltanto potranno assaporare senza pericolo questo frutto amaro.

    Lettore, è forse l’odio che vuoi ch’io invochi all’inizio di quest’opera? E chi ti dice che non ne fiuterai a volontà le rosse esalazioni, immerso in voluttà innumerevoli, con le tue narici orgogliose, dilatate e secche. Ti garantisco che le tue narici, dilatate da un piacere ineffabile, da un’estasi immobile, non chiederanno niente di meglio allo spazio odoroso di profumi e d’incenso; saranno finalmente sazie di una felicità completa, come gli angeli che abitano nella magnificenza e nella pace dei gradevoli cieli.

    Perciò, anima timorosa, prima di avventurarti oltre in queste lande inesplorate, volgi indietro i tacchi, e non in avanti. Ascolta bene ciò che ti dico: volgi indietro i tacchi, non in avanti, come lo sguardo di un figlio che rispettosamente si distolga dall’augusta contemplazione del viso materno; o piuttosto come un angolo a perdita d’occhio di uno stormo di gru intirizzite e pensierose che d’inverno voli possente attraverso il silenzio, a vele spiegate, verso un punto determinato dell’orizzonte da cui si alzi all’improvviso un vento strano e forte, ad annunciar tempesta…volgi i tacchi indietro…e non avanti!

    [Lautréamont “I canti di Maldoror”]

    May it please heaven that the reader, emboldened and having for the time being become as fierce as what he is reading, should, without being led astray, find his rugged and treacherous way across the desolate swamps of these sombre and poison-filled pages; for, unless he brings to his reading a rigorous logic and a tautness of mind equal at least to his wariness, the deadly emanations of this book will dissolve his soul as water does sugar.

    It is not right that everyone should read the pages which follow, only a few will be able to savour this bitter fruit with impunity.

    Reader, perhaps it is hatred you wish me to invoke at the outset of this work?

    What makes you think that you will not sniff – drenched in numberless pleasures, for as long as you wish, with your proud nostrils, wide and thin – its red emanations. I assure you, that your nostrils, which will dilate immeasurably in unspeakable contentment, in motionless ecstasy, will ask nothing better of space, for they will be full of fragrance as if of perfumes and incense; for they will be glutted with complete happiness, like angels who dwell in the peace and magnificence of pleasant Heaven

    Consequently, shrinking soul, turn on your heels and go back before penetrating further into such uncharted, perilous wastelands. Listen well to what I say: turn on your heels and go back, not forward, like the eyes of a son respectfully averted from the august contemplation of his mother’s face; or rather like a formation of very meditative cranes, stretching out of sight, whose sensitive bodies flee the chill of winter, when, their wings fully extended, they fly powerfully through silence to a precise point on the horizon, from which suddenly a strange strong wind blows, precursor of the storm, turn on your heels and go back, not forward!

DANZA MACABRA

  • DANZA MACABRA

    DANZA MACABRA


    BENVENUTI nell’inferno degli angeli! Venite, coraggio! Salite sul nostro infimo abisso e lasciatevi illuminare anche voi da questo buio accecante.

    Baluginii di ombre danzano con leggiadria al suono di timpani e fari spenti illumineranno la vostra lenta corsa!

    Non temete…avanti…solo un paio di passi indietro; non sarà doloroso, lo giuro sul grande niente che mi ha tolto i natali: saremo clementi con le vostre cicatrici, cureremo la vostra sanità con dolcissima durezza! Nessuno scampo per i liberi! Finalmente sarete affrancati nelle nostre gabbie!

    Avanti, coraggio, lo spettacolo sta per finire! Tutto è pronto per un nuovo sipario: avanti! Sul nero schermo già scorrono i titoli di coda…allora? Non vi sembra familiare questo susseguirsi di novità? Ecco, bravi, così: vi ascolto sorridere amari, vedo le vostre voci smarrite rimbalzare dolorosamente su specchi di gomma. Trattenetele! Ascoltate insieme il silenzio assordante delle vostre solitudini, vi accompagneranno quando stanchi per aver indugiato comincerete, finalmente, a correre a ritroso e lì, su, in fondo in fondo alla fissità del vostro vuoto vagare fermatevi, respirate, osservate!

    Coraggio, è ora, avvicinatevi pure! Affacciatevi a questo splendido trompe l’oeil e guardate con fiducia la proiezione del vostro passato: il futuro è andato ormai, ciò che è stato, ora, deve ancora essere; coraggio, ci siete, un paio di passi ancora: il meglio deve ancora andare!

    WELCOME! In the hell of the angels! Come in, be brave! Climb on our lowest abyss and be glowed by this blinding dark!
    Flickering shadows are dancing gracefully to the beat of drums and switched off headlights will light your slow running!
    Fear not, come on, it’s just a couple of steps…backward! It won’t hurt, I swear on the Big Nothing that took my life away: we will be merciful with your scars, we’ll cure your health with the sweetest hardness! No escape for the free! You will be freed in our cages at last!
    Step in, be brave, the show is about to end! Everything is ready for a new curtain: come on! The black screen already runs the credits…so what? Doesn’t it seem familiar, this string of news? Yes, good so! I can hear your bitter smiles, I see your voices bouncing, painfully lost, on mirrors made of gum. Take them back! Listen together to the loud silence of your solitude, it will accompany you when, tired for having lingered, you’ll finally begin to run backwards and there, up there, deep down into the fixity of your meaningless wandering, stop, inhale, look!
    Be bold, come closer! Watch this beautiful trompe l’oeil and look, trustfully, at the projection of your past: the future is gone now, what was, now, has yet to be. Right! There you are, just a couple of steps more: the best is yet to…go!

SCHATTEN

  • SCHATTEN

    SCHATTEN

    le concedo ancora cinque minuti mio caro, ho da lavorare io! Come ha detto che si chiama, mio caro? Certo, certo lo ricordavo, ho una memoria di ferro io, sa? L’invidia, l’invidia delle mie colleghe, sapesse: bastava farmi vedere una coreografia o ascoltare un brano o leggere un testo una volta, una volta è sempre bastata ah, sapesse l’invidia delle mie colleghe! Coscia lunga, cervello fino dicevano…ma questa è un’altra storia, ero così giovane. Sì, certo mio caro, fu in occasione del primo Oscar come attrice non protagonista…un filmucolo, sa? Ah, non per parlar male delle mie colleghe ma non fosse stato per me, sarebbe affondato miseramente…sa come vanno queste cose: produttori e ballerinette, Adamo, Eva e una storia vecchia quanto il mondo….ma questo non lo scrive, vero, sul suo articolo? Io ho controllato bene i termini del contratto! Lei non può pubblicare se non approvo! Cristina…CRISTINA…C R I S T I N A il contratto, porta subito il contratto! Ecco, brava…torna a lavorare ora, la pausa è finita. Conosce mia figlia, mio caro? È tanto carina…un po’ svampita, sa? Non lo fa apposta, è che, ecco, non ci sta con la testa; non sa quante prove le ci vogliono per memorizzare due passi semplici semplici: pliè, jetè, glissade… ma è brava, sa? Ha lavorato tanto sui miei film: ogni giorno, ogni giorno li ripassiamo insieme…vedrà, tra poco sarà pronta! Sarà un successone! Già li vedo i titoli dei giornali: “Il ritorno di…” non è proprio proprio mia figlia, sa?. Decidemmo di adottarne un paio col mio produttore…e sì, non mi guardi con quegli occhi furbetti…certo, eravamo amanti! Ma non è questo il punto. Il punto è che voialtri con queste cose ci andate a nozze…e le copertine fioccarono e le interviste ricominciarono e di nuovo tutti mi volevano per interpretare la bambola dei loro sogni…queste gambe, queste gambe hanno stregato generazioni! E non lo capivano, non mi credevano quando mi lamentavo, sa? Lo dicevo io che tutte quelle prove in quei teatri di posa così umidi mi avrebbero fatto male, non lo proteggevano gli studios, il loro capitale! Dovevo, DOVEVO pensarci io e io ce l’avevo la medicina buona. Fin quando ho potuto, contro il freddo, l’umido, la malattia che si prendeva le mie belle gambe, con i denti e con le unghie ho lottato per conservarlo il sangue in queste vene! Lasci stare quello che ha letto dai suoi “colleghi” aha! È facile sparare sulla diva in declino! Tutti bravi a mettere etichette…cosa? Cosa ne sapete voi altri del freddo e del buio e la RABBIA che ti paralizza ché non c’è, non c’è niente, niente altro: non è vita, non è amore, non è famiglia, non è quotidiano, non è giorno e notte e le stagioni, e i colori e i profumi e i suoni…non c’è ragione, null’altro, cosa sapete voi del vuoto, il vuoto…buio/LUCE, AZIONE! …e C’È la medicina buona dentro il corpo. Scende e brucia e poi…e poi è calore che si alimenta con le luci e le luci animano il sangue e il sangue si scioglie, basta poco, poca medicina buona e…parte…e parte, si mette in moto…il meccanismo. Che c’è?!? Cristina? Che significa non vuole più provare? Ancora con la storia della caviglia che le fa male? Arrivo! Arrivo io, arrivo. Mi scusi, caro…e tu, non stare lì impalata, cretina di una serva…e sì, assistente! Allora vuoi darmi una mano con questa sedia a rotelle, serva?

    you have five more minutes of my time, my dear, I gotta work, you know!
    What’s your name again? Sure, sure I remembered it, I have a good memory, you know?
    …the envy, the envy of my fellows, you know: it was enough for me to give a glance to a choreography or listen to a song or read a text once, only once was always enough aha, you can’t imagine, how jealous my colleagues were! Hot leg – big brain, they said but that’s another story, I was so young…
    Yes, it was at my first Oscar for best supporting actress…a B movie, you know? Ah, I don’t want to criticize my fellows, but if it was not for me it would be doomed to fail…miserably! You know how these things go: producers and dancers, Adam, Eve and a story as old as the world…but you’re not going to write this, on your article, right? I checked well the terms of the contract! You’re not allowed to publish if I do not approve! Cristina…CRISTINA, CRISTINA, the contract, immediately bring me the contract!!! Here it is, good girl…go back to work now, the break is over.
    Do you know my daughter, my dear? She is so cute…a little airhead, you know? She does not do it on purpose, just…well…she’s a…a dreamer, you can’t figure out how many rehearsals she needs to recall two incredibly simple steps: plié, jeté, glissade…but she is such a great gal, you know? She worked so hard on my movies: every day, every day we review them together…you will see, she will soon be ready! It will be a hit! I can see the headlines: “The Return of…”
    She is not really exactly my daughter, you know. We decided to adopt a couple of children with my producer. And, yes, do not look at me with those cheeky eyes…sure, we were lovers, but that’s not the point, the point is that you guys live for these news…and, in fact, my face was on the cover of everything, again, and the interviews began, again, and again everybody wanted me to play the doll of their dreams…These legs, these legs have charmed generations! And they did not understand it, they did not believe me when I complained, you know? I told them that all those rehearsals in those damp studios would have injured me to death! They did not protect me, the Majors didn’t protect their investment! I had to! And I KNEW HOW TO, I had the good medicine.
    As long as I could, against the cold, the damp, the illness that stole my beautiful legs, tooth and nails I fought to keep the blood in these veins. Forget what you read from your “colleagues” aha! It’s easy to shoot the diva in decline! Anyone’s good enough to put a label on it… isn’t it? What do you know about the cold and the dark and the ANGER that paralyzes you because there is no…there is nothing, nothing! No life, no love, no family, no day-and-night and the seasons, and the colors, scents and sounds!
    There is no reason, nothing else!
    What do you know about the void, the void…the darkness…darkness…LIGHT…ACTION!
    And THERE IT IS, there’s the good medicine into the body, it drops down and burns, at the beginning and then, and then it is heat (that is) fed with the lights and the lights animate the blood and blood melts. Just a little, a little medicine and…it starts…it starts, it is set in motion…the mechanism. What? Cristina? What does it mean she doesn’t want to work? Again with the story of the ankle that hurts? I’m coming: mommy’s coming! Excuse me, my dear, I just…and you, do not be standing there, stupid servant! Oh, yes, assistant! So won’t you give me a hand with this lousy wheelchair, servant?

NANCY

  • NANCY

    NANCY

    puoi provarci…se vuoi…potresti anche non provarci: puoi andare o restare. Correre-strisciare-gridare-tacere, ridere e ridere, piangere-griiiiidaaaaaaaaaaaaare. Ta-ce-re, oos-ssser-va-re, cercare occhi e mani e mani sperare

    Aspetta!” dice “ti prego, ti prego…perché?” piange “Ho soldi” dice “tanti, tanti: sono tuoi! Dimmi quanti, quelli che vuoi, quanti ne vuoi! Lasciami andare, guarda! Vedi quel cassetto? Ha un doppio fondo con una chiave, lasciami andare a prendere la chiave, lasciami andare!” crolla sulle ginocchia. E no, non si può!

    Prima c’è l’uno, poi il due, è REGOLARE, è una sequenza: prima è il chiarore, poi il cielo diventa rosa e infine spunta il sole e gli scalini uno dopo l’altro, se tocchi il bordo non va bene, vertigini e cadi; guarda bene la mattonella – uno due tre quattro cinque sei tovaglioli piego prima a metà poi la metà della metà e il foglio fino alla fine uno due tre e quattro bordi a capo trattino due punti minuscola puntevvìrgola

    Ho male ai polsi” dice “Ti prego, ti prego, scioglimi i polsi, scioglimi le caviglie. Resto qui, prometto, non scappo. Ti prego, prendi i miei soldi, i gioielli. Ti piacciono i gioielli? Oro e pietre ho, anelli e bracciali tintinnanti; ti piace il suono?” dice “Togli l’adesivo, ti faccio sentire il suono. A mia figlia piace tanto, sai? Quando è triste muovo i polsi e il suono dei campanellini la rasserena; ride la mia piccina, ride forte forte e io con lei; balliamo, balliamo al suono dei miei campanelli. Lasciami andare. Sarà preoccupata ora non vedendomi”

    Le-sei-e-trentanove-drin-spegni, infila il piede destro poooi il sinistro; scendi, apri la finestra anche se è freddo ché il nuovo giorno spazza via i germi e purifica, purifica – un bel respiro e poooi un bicchiere d’acqua e limone che aiuta e mentre il caffè sale, viso e pipì; spegni il fuoco-colazione-telegiornale poooi cacca doccia e via chiudi la porta-scendi le scale prima il piede destro-uno, due, tre, è facile cazzo, non puoi sbagliare: uno, due, tre; sono undici, sempre undici: uno, due, tre, quattro…undici, il dodici gira e di nuovo destro: uno, due, tre…

    Ha riccioli biondi, la mia bambina e la pelle morbida e profumata. Lasciami andare dalla mia bambina” dice

    Alle ventitré luci spente buio e siiiiiiiileenzio. A letto dalla parte destra; prima il copriletto arrotolato a piedi letto, poi coperta e lenzuolo insieme ma solo un angolo che poi si spiegazza e non va bene. Chiudi gli occhi e pensieri positiiivi che poi sennò i sogni si fanno brutti e respira come il mare ma ci deve essere silenzio!!!

    A quest’ora dev’essersi svegliata, la mia piccola, avrà fame…lasciami andare!” Dice. “Si spaventerà se non mi vede, proverà a scendere dalla culla e verrà a cercarmi. Si preoccuperà se mi vede legata” piange. SMETTI ORA! “Lasciami andare, ti prego, avrà freddo la mia piccina e paura; piangerà, e ti disturberà ancora, piangerà a dirotto!”

    E NO

    NON PIÙ

    E NEANCHE TU

    You can try, if you wish, you may even not try, you can go or stay, run, creep, scream, be silent, laugh and laugh, cry, screaaam – be silent, watch, look for eyes and hope in hands.

    “Wait!” she says “Please, please…why?” she cries “I’ve got money,” she says “lots and lots of money…take it, it’s yours, just tell me how much! Let me go! Hey, can you see that drawer? It has a double bottom with a key…let me go get the key, let me go!” She collapses on her knees, oh no, you shouldn’t!

    Start with the one, then you have the two: it is regular, it’s a sequence. At first there’s the glow, than the sky turns pink and then the sun comes out, and the steps: one after the other, if you touch the line it’s not good – dizziness – and you can hit the ground, look carefully at the tile! One, two, three, four, five, six napkins: first fold in a half, then the half of the half and the sheet ‘till the end, one two three four edges. Colon, new paragraph, lower case letter, semi colon.

    “My wrists are aching” she says “Please, please, release my wrists, release my ankles release me! I’ll stay here, I promise, I won’t run away. I beg you: take my money, my jewels. Do you like jewelry? Gold and stones I own, rings and jingling bracelets, do you like the sound?” she says “Remove the tape, I’ll make the jingle. My daughter likes it so much, you know? When she’s sad I shake my wrists and the sound of those little bells cheers her up; she laughs my little one, she laughs loudly, and me too; we dance, we dance to the sound of my bells. Let me go. She will worry now not seeing me”

    Six-thirty-nine-beep-turn-it-off, right foot first, then the left; stand up, open the window even if it is cold cuz the new day clears away germs and purifies, PURIFIES – a deep breath and then a glass of water and lemon, which helps, and while coffee brews, wash your face and pee, turn it off, breakfast, news, and then poop, shower and go. Close the door and down the stairs, right foot first: one, two, three, c’mon it’s damn easy, you can’t go wrong! One, two, three…eleven, it’s always eleven, one, two, three, four, eleven. At twelve, you turn, and right again: one, two, three…

    “She has fair curly hair, my little girl” she says “and her skin is soft and scented. Let me go to my darling” she says.

    At eleven lights off, darkness and silence. Right side of the bed. Bedspread rolled on foot bed first, then blanket and sheet together but only one corner, it crumples otherwise and that’s not good. Close your eyes and positive thoughts, or dreams get ugly, and breathe like the sea. But there must be silence!!!

    “By this time my baby must have woken up; she’ll be hungry and scared if she doesn’t see me. She will try to get off the cradle and be looking for me. Let me go! She’ll worry seeing me tied” she cries. QUIT NOW! “Let me go, I beg you, my little one will be cold and frightened; she will weep, and you will be annoyed, again, she’ll weep in floods!”

SUOR GERTRUDE

  • SUOR GERTRUDE

    SUOR GERTRUDE


    Ah, bando alle virtù, Eugénie! Esiste forse un solo sacrificio che si possa fare per certe false divinità, che valga un solo istante dei piaceri di cui godiamo recando loro oltraggio? Via! La virtù non è che una chimera, il cui culto consiste esclusivamente in sacrifici perpetui, in rivolte innumerevoli contro l’istinto della natura. Possono essere quindi spontanei certi sentimenti? È forse la natura a istigare un ostruzionismo? Non essere vittima di quelle donne che tu chiami virtuose, Eugénie! Non saranno magari le stesse nostre passioni di cui esse sono schiave, ma ne hanno altre, e spesso molto più disprezzabili… Hanno ambizione, orgoglio, interessi meschini, e a volte addirittura un carattere così freddo che non desiderano assolutamente nulla. Vorrei proprio sapere cosa possiamo aspettarci da tipi simili! Non hanno forse seguito esclusivamente i sentimenti di un amore egoistico? Dunque è meglio, cioè più saggio, più opportuno, sacrificarsi in nome dell’egoismo o della passione? Per me chi ascolta soltanto quest’ultima voce ha certamente più ragione, perché si tratta dello strumento della natura, mentre l’altro non nasce che dalla meschinità e dal pregiudizio.

    Non c’è dubbio, Eugénie, che le parole vizio e virtù sono puramente teoriche. Nessuna azione, per quanto singolare possiate supporla, è veramente criminale; e nessuna può realmente chiamarsi virtuosa. Tutto è in rapporto ai nostri costumi e all’ambiente in cui abitiamo; quello che appare un crimine qui, spesso è considerato una virtù a cento chilometri di distanza, e le virtù d’un altro emisfero potrebbero al contrario essere virtù considerate da noi crimini. Non esiste orrore che non sia stato divinizzato, né virtù che non sia stata corrotta.

    In base alla legittimità di questi principi, Eugénie, spezza le tue catene a qualsiasi prezzo! Rompi il giogo se vogliono negarti la libertà! Nessun freno abbiano i tuoi piaceri se non è imposto dalle tue forze e dalle tue volontà; e non ci sia eccezione di luogo, tempo o persona: tutte le ore, tutti i luoghi e tutti gli uomini servano alle tue voluttà!

    [De Sade “La filosofia nel Boudoir”]

    Ah, Eugénie, have done with virtues! Among the sacrifices that can be made to those counterfeit divinities, is there one worth an instant of the pleasures one tastes in outraging them? Come, my sweet, virtue is but a chimera whose worship consists exclusively in perpetual immolations, in unnumbered rebellions against the temperaments inspirations. Can such impulses be natural? Does Nature recommend what offends her? Eugénie, be not the dupe of those women you heard called virtuous. Theirs are not, if you wish, the same passions as ours; but they hearken to others, and often more contemptible…there is ambition, there pride, there you find self-seeking, and often, again, it is a question of mere situational numbness, of torpor: there are beings who have no urges. Are we, I ask, to revere such as they? No; the virtuous woman acts, or is inactive, from pure selfishness. Is it then better, wiser, more advisable just to perform sacrifices to egoism than to one’s passion? Ask for me, I believe the one far worthier than the other, and who heeds but this latter voice is far better advised, no question of it, since it is only the organ of Nature, while the former is simply that of stupidity and prejudice.
    Ah, be in no doubt of it, Eugénie, these words, vice and virtue contain for us naught but local ideas. There is no deed, in whatever the unusual form you may imagine it, Which is really criminal, none which may be really called virtuous. All is relative to our manners and the climate we inhabit; what is a crime here is often a virtue several hundred leagues hence, and the virtues of another hemisphere might well reverse themselves into crimes in our own. There is no horror that has not been consecrated somewhere, no virtue that has not been blasted.
    Begin, therefore, with the legitimacy of these principles, Eugénie, and break your shackles at no matter what the cost. Cast off the yoke, if they wish to enslave you! No limits to your pleasure save those of your strength and will; no exceptions as to place, to time, to partner; all the time, everywhere, every man has got to serve your satisfaction!

VIVIAN

  • VIVIAN

    VIVIAN

    aspetto…il temporale: occhi al cielo, pelle sull’asfalto – ancora caldo – come una bocca spalancata, in attesa di essere saziata. Il vento profuma di promesse, dà e toglie in cadenze regolari: esplora, accarezza scappa. Sospiro – soffro – paziento – respiro – aspetto. Torna più forte, più carico di odori. Si spinge oltre. La pelle risponde, pronta, incuriosita. Ancora promette, dà e disattende. Fremo, pregusto, passo la lingua tra le labbra: l’ultima folata ha portato con sé il sale del mare; ne cerco tracce sulle braccia, inumidendole e così le preparo per accogliere una nuova folata. Ecco, più fresca: ancora mare e terra bagnata ora; profumo di campi che urlano, di crepe e solchi del terreno che ottengono grazia alle loro richieste, tregua all’arsura. E di nuovo attesa, in un’atmosfera rarefatta: i tuoni lontani son sufficienti ad inibire l’usuale baldanza di cicale da quartiere; le nonne hanno richiamato i teppistelli, le finestre son chiuse, tutto tace – pace apparente e intanto brucio sotto la mia cenere. E ancora torna più vicino; capisce, lenisce, sfiora, accarezza, va in fondo, resta, esplora – pieno ora! Annuso, assaggio, ascolto, mi lascio toccare, guardo i colori svanire, sciogliersi in un grigio gonfio, pronto ad esplodere e non va, non va via ora, resta, mi avvolge in cadenze regolari, più frequenti. Cedo agli odori, al sapore, socchiudo gli occhi, i tuoni sempre più vicini, son schiaffi ora le folate, non c’è attesa, niente tregua, avvolge, pressa, pretende, prende, prende, prende!


    …waiting…for the storm: eyes at the sky, skin on the concrete – still hot – like a mouth wide open, waiting to be satisfied.
    The wind smells of promises, it comes and goes regularly. It explores, brushes, flies off. I sigh and suffer…then I breathe deeply and decide to wait patiently.
    It comes back, stronger than before, filled with fragrances. It presses on. My skin reacts, ready, transfixed. And again: it promises, gives and neglects – I quiver, I foretaste. I rub gently my tongue over my lips: the last gust has brought along the sea salt; I search for its traces on my arms, thus moistening them and get them ready to gather a new blast. And here it is: fresher than before; I still can taste sea and wet soil now, smells of scented, screaming fields, of cracks and furrows of the earth, their demands finally satisfied, a break on the scorching heat…and still I’m waiting, in a rarefied atmosphere: thunder, far away, is close enough to inhibit the usual boldness of noisy neighbors, the grannies have called back their little pests, the windows are closed, everything is quiet, apparently peaceful, meanwhile I burn under my ashes.
    And here it is back again, closer now: it understands, soothes, touches, caresses, goes down, remains, explores – full now. I smell, I taste, I hear, I let it touch me, I look at the colors fading, melting in a kind of particular grey: swollen, ready to explode!
    And it does not go, it doesn’t go away now, it remains, it wraps me up, in regular, faster frequencies. I surrender to smells, to flavors. I close my eyes Thunder closer and closer. The blasts are slaps now: no wait, no truce! It wraps, presses, claims, takes, takes, takes!

MARTHA

  • MARTHA

    MARTHA

    e questo è suo fratello. Questa è la melina…e quest’è la pe…e no no, Miss Crosnill devi mangiare altrimenti arriva il babauuuuu e quest’è la periiina…shhh, fa i capricci, Miss Crosnill…mmmmm come facciamo con questa signorinella no, no, no, Miss Crosnill, le signorinelle ben educate non sputano il cibo! Su, manda giuttuttumboccooone!

    Ha detto papà che torna, solo un giorno o due con la nonna…a Miss Crosnill non piace la nonna: è vecchia, è brutta e puzza! E poi ci fa mangiare le verdure cattive e poi ci mette sempre davanti alla televisione e poi lei si addormenta e non ci permette mai di parlare! Miss Crosnill è una chiacchierona e poi deve sempre dire l’ultima parola e poi si arrabbia, si arrabbia forte Miss Crosnill e mi fa dire le bugie e mi fa fare le cose e io come faccio? Se poi si arrabbia resto sola sola!

    Piazza bella piazza, ci passò una lepre pazza…si è quasi calmata ora, Miss Crosnill, la nonna era cattiva cattiva, non mi voleva fare prendere le forbici ma io dovevo fare un vestitino nuovo per Miss Crosnill, glielo avevo promesso a Miss Crosnill, glielo avevo detto: se fai la brava ti faccio un vestitino nuovo come quello della televisione e ha detto papà che le promesse sono sacre e poi quando si dà la PAROLA D’ONORE non ci si può più tirare indietro…oh, sono brava io, vero Miss Crosnill? A scuola le so usare le forbici, le maestre me le fanno usare; abbiamo fatto le vocali tutte colorate!!! AEIOÙ le vocali fan cucù

    e poi Miss Crosnill mi ha detto dove la nonna tiene le forbici che però non sono proprio proprio come quelle che mi danno le maestre, queste sono lunghe lunghe e un poco pesano, ma io sono brava, ecco! Ma poi la nonna si è svegliata e si è arrabbiata e si è messa a gridare e poi io ho paura quando si mettono a gridare e poi pure Miss Crossnill si è arrabbiata e quando si arrabbia Miss Crosnill io non so più che fare, devo fare quello che dice lei sennò se ne va e mi lascia sola sola e non potevo capire che mi diceva che la nonna gridava forte forte e allora Miss Crosnill gridava più forte e io ho paura quando gridano forte e poi Miss Crosnill mi ha promesso che non si arrabbiava più, mi ha detto che sapeva come far smettere la nonna e che le forbici lunghe lunghe sono meglio, molto meglio di quelle che mi danno le maestre e io non sapevo che fare e la nonna gridava e gridava e io ho paura quando gridano e poi restavo sola sola…

    E adesso la nonna non grida più


    …once I caught a fish alive…six, seven, eigh…oh no no, Miss Crosnill you have to eat otherwise the BOGEY MAN will come and you! Seven, eight, nine ten, then I let it go again…hush, she got mad, Miss Crosnill…mmmmm and what are we going to do with this young lady no, no, no, Miss Crosnill, well-educated little ladies do not sputter the food! Come on, swallow evverrything!
    Daddy said he will be back, only one day or two with grandmother…Miss Crosnill does not like grandmother: she’s ugly, she’s old and she stinks! And then she forces us to eat horrid vegetables and then she always plants us in front of the television and then she falls asleep and she never let us speak…Miss Crosnill is a chatterbox and then she always wants the last word, and she gets angry, Miss Crosnill, veeery angry and then she forces me to say lies and she makes me do things and then what can I do? If she gets angry I’ll remain all alone…
    Why did you let it go, because it bit my finger so…it is almost calmed down now, Miss Crosnill! Grandmother was sooo awful, I wasn’t allowed to take the scissors…but I had to make a new dress for Miss Crosnill, I promised it to Miss Crosnill, I said: “If you’re good I’ll make you a new dress like the one we saw on television” and daddy said that a promise Is a promise and then when you give the WORD OF HONOR you cannot break it! And hey, I’m good, true Miss Crosnill? At school I’m allowed use scissors, the teachers let me use them…we made the letters all colourful A for apple B for ball C for cat.
    …and then Miss Crosnill told me where grandmother keeps the scissors…which are not exactly like the ones the teachers give to me, these ones are veeery long and a little heavy, but I’m good, hey! But then grandmother woke up and got mad, and started to shout and then I get scared when people start to shout and then even Miss Crossnill was mad and when she gets mad, Miss Crosnill, I do not know what to do, I do what she says or else she goes away and leaves me all alone! And I could not understand what she was saying that grandmother was shouting loud and strong and then Miss Crosnill shouted louder and then I’m scared when they shout aloud, and then Miss Crosnill promised me not to got angry any more, she told me that she knew how to stop grandmother’s shouting and that the long, long scissors are better, much better than those that the teachers give to me. And I did not know what to do, that grandmother shouted and shouted and I’M SCARED when they shout and then I would be left alone…
    And now grandmother shouts no more

TOYS IN THE ATTIC

  • TOYS IN THE ATTIC

    TOYS IN THE ATTIC

    When the room is quiet, the daylight almost gone

    It seems there’s something I should know

    C’era una volta un re che regnava la terra, sua maestà governava con occhi d’argento e un’aquila scarlatta. Attraverso la corrente con scarpe di legno, con campane per dire al re le novità mille cavalieri della nebbia si arrampicano più su….

    oooh mother teeeell me moooore

    Un soldato venne a bussare alla porta della regina e disse: “Non combatterò mai più per te” e la regina che sapeva di aver già visto il suo viso prima, lo lasciò entrare…e lui le dice “ho visto il tuo palazzo, sulla collina e mi sono chiesto chi sia la donna per cui combattiamo e ora ti vedo e sei molto giovane ma io ho visto molte più battaglie perse di quante ne abbia vinte e non marcerò più sul tuo campo di battaglia, io voglio vivere come un uomo onesto per ricevere ciò che merito e dare ciò che posso ed amare una giovane donna che non capisco” e la conduce alla finestra per mostrarle la bellezza del sole dorato che splende sulla sua terra ma lei trema, s’imbarazza e gli chiede di aspettarla solo un minuto

    Out in the distance her order was heard

    and the soldier was killed, still waiting for her word

    and while the queen went on strangling in the solitude she preferred

    the battle continued on

    Il re fa rullare i tamburi! Il re fa rullare i tamburi

    vuol sceglier fra le dame un nuovo e fresco amore

    ed è la prima che ha veduto che gli ha rapito il cuore

    “Marchese la conosci tu? Marchese la conosci tu, chi è quella graziosa?”

    Ed il marchese disse al re: “Maestà è la mia sposa”

    “Marchese vedrai passerà, d’amor la sofferenza

    io ti farò nelle mie armate maresciallo di Francia”

    “Addio per sempre mia gioia, addio per sempre mia bella, addio dolce amore

    devi lasciarmi per il re ed io ti lascio il cuore”

    La regina ha raccolto dei fiori, la regina ha raccolto dei fiori celando la sua offesa

    ed il profumo di quei fiori ha ucciso la marchesa.

    Per tutto il tempo passato in quella stanza: la casa delle bambole, oscurità e vecchio profumo e le favole sulle fate mi tenevano on clouds of sunlight floating by…

    Shhhhhhh, zitti e fermi, sta salendo le scale…

    When the room is quiet, the daylight almost gone
    It seems there’s something I should Know

    There was a king who ruled a land, his Majesty was in command with silver eyes the scarlet eagle…
    Across the stream with wooden shoes with bells to tell the king the news a thousand misty riders climb up higher once upon a time.
    oooh mother teeeell me moooore

    The soldier came knocking upon the queen’s door he said: “I am not fighting for you any more” and the queen knew she’d seen his face someplace before and slowly she let him inside.
    He said “I’ve watched your palace up here on the hill and I’ve wondered who’s the woman for whom we all kill. And I see you now and you are so very young but I have seen more battles lost than I have battles won and I won’t march again on your battlefield”
    And he said “I want to live as an honest man to get all I deserve and to give all I can and to love a young woman who I don’t understand your highness, your ways are very strange.”
    And so he took her to the window to show her the beauty of the golden sun shining on her land but she trembles and asks him to wait just a minute
    Out in the distance her order was heard
    and the soldier was killed, still waiting for her word
    and while the queen went on strangling in the solitude she preferred
    the battle continued on.

    Il Re fa rullare I tamburi. Il Re fa rullare I tamburi
    The king orders to beat the drums! He will choose among the dames a fresh new love and is the first that he has seen that captured his heart.
    Marchese la conosci tu? Marchese la conosci tu? Chi è quella graziosa?
    “Marquis do you know her? Who is that pretty one?” And the Marquis said to the king: “Your majesty is my bride”. “Marquis you’ll see, you’ll forget, the suffering of love I will make you in my army Marshall of France”
    Addio per sempre mia gioia, addio per sempre mia bella…
    “Farewell my joy, farewell my beautiful, my sweet love farewell, you have to leave me for the king I give you my heart”
    La regina ha raccolto dei fiori, la regina ha raccolto dei fiori, celando la sua offesa e…
    The queen has collected some flowers, hiding the offense and the scent of those flowers has killed the bride.

    For all the time spent in that room. The doll’s house, darkness, old perfume
    And fairy stories held me high on clouds of sunlight floating by.
    Oh Mother, tell me more
    Ushhhhhhh, be silent and still, she is climbing the stairs…

ARAS

  • ARAS

    ARAS

    occhio di cortigiano, o

    lingua di dotto, spada di soldato;

    la speranza e la rosa del giardino

    del nostro regno, specchio della moda,

    modello d’eleganza,

    ammirazione del genere umano,

    tutto, e per tutto, in lui così svanito!

    Ed io, la più infelice e derelitta

    delle donne, ch’ho assaporato il miele

    degli armoniosi voti del suo cuore,

    debbo mirare adesso, desolata,

    questo sublime, nobile intelletto

    risuonare d’un suono fesso, stridulo,

    come una bella campana stonata;

    l’ineguagliata sua forma, e l’aspetto

    fiorente di bellezza giovanile

    guaste da questa specie di delirio!

    Me misera, che ho visto quel che ho visto,

    e vedo quel che seguito a vedere!

    [W. Shakespeare “Amleto”]


    Oh, what a noble mind is here o’erthrown!—
    The courtier’s, soldier’s, scholar’s, eye, tongue, sword,
    Th’ expectancy and rose of the fair state,
    The glass of fashion and the mould of form,
    Th’ observed of all observers, quite, quite down!
    And I, of ladies most deject and wretched,
    That sucked the honey of his music vows,
    Now see that noble and most sovereign reason
    Like sweet bells jangled, out of tune and harsh;
    That unmatched form and feature of blown youth
    Blasted with ecstasy. Oh, woe is me,
    T’ have seen what I have seen, see what I see!

BAMBOLA

  • BAMBOLA

    BAMBOLA

    bianco…nero…giallo…rosso…verdeviolabiancorossorosanerorossobbiacobblù!

    Avanti avvicinati, inserisci la moneta, scegli l’abito, DECIDI! Ciò che vedi è quel che avrai: VEDIMI! Dimmi, dimmi! SCEGLIMI! Trepido…lo vedi come fremo? Hehehe. Sì, io! Ieri avevi sguardi languidi che ricambiavi commosso e timide lacrime che imploravano perdono…solo ieri, ti dici, solo ieri ero ai tuoi piedi e tu incredulo bevevi quelle lacrime. Sembrava non fossi mai sazio di me, di quella me, ancora altra me e sì, la stessa, la stessa che ancora prima ti negava il minimo sguardo ascoltando in silenzio le tue suppliche, i tuoi gemiti ogni volta che venivi respinto…ricordi il gioco? Io do, io tolgo…ti era piaciuto, mi pare, molto! Anche ora, anche ora, lo sento, lo vedo nel fremere delle tue pupille, sento il tuo respiro quasi arrestarsi per non disturbare. Ecco, ci arrivi, sì, poco alla volta si forma il quadro nella tua mente – la mente, non io – i pensieeri, le ideeee, le opinioni…no, non io, no: io avverto, io ti respiro ti seeento, e caaaaaaaaaaambio…cambio ME, non idee. “Non cambio mai idee. Non ne ho mai. Ci mancherebbe altro”. Guardati: quel che ti sta spaventando ti sta avvicinando; continua pure a darmi del mostro, intanto sei sempre più vicino. Non puoi accomodarti con me, certo; niente divani, niente pantofole, certo! Ma sai che ogni giorno, ogni giorno sentirai scorrere il tuo sangue e ogni giorno avrai stanze nuove da scoprire. Felice io? Triste? E che ne so! Io sento te e i tuoi desideri sono io! Ecco, sì, prendi un abito, scegli un colore…SCEGLIMICI! Non ho domande io e niente promesse desidero…sentirò la tua noia un giorno e allora niente più…ma niente poi ora…ora è ora e ora SONOCOMETUMIVUOI

    …white…black…yellow…red…orangepinkwhitheblackgreenvioletandbbblu!
    Come on, approach, insert the coin, choose the dress DECIDE! What you see is what you get: See me! Tell me, tell me! Pick me! I’m anxious…you see how I quiver? Hehehe. Yes me! Yesterday you had languid gazes that you glanced back, and timid tears begging forgiveness…just yesterday, you say to yourself, just yesterday I was at your feet and you incredulously drank those tears. It looked like you never had enough of me, that me, yet another me…and yes…the same, the same that shortly before was denying you the slightest glance, listening in silence to your prayers, your moans every time you got rejected…do you remember the game? I give, I take away…you liked it, I believe, so much! Even now, even now, I feel it, I see it in the shudder of your eyes, I can feel your breath almost stopped to avoid disturbing…yes, you’re grasping it, it is slowly shaping, the picture in your mind – the mind, not ME, no: the thoughts, the ideas, the opinions…not me, no, I perceive you, I breathe you I feeeeel you, and I change…I change ME, not ideas. “I never change ideas. I never have one. God forbid.” See: what is scaring you is getting you closer, you can go on calling me monster, meanwhile you are closer and closer.
    You cannot just sit back with me, of course: no sofas, no slippers, sure, but you know that every day, every day you’ll feel your blood running in your veins, and every day you will have new rooms to discover! Happy? Me? Sad? Who knows? I feel YOU and your desire is ME!
    Oh yes, go on: pick up a dress, choose a color…CHOOSE ME! I have no questions, and no promises I wish…I’ll feel your boredom one day, and then nothing more…but no “then” now! Now is now and now I AM WHAT YOU WANT

LA PIETÁ

  • LA PIETÁ

    LA PIETÁ

    Madre…posa i tuoi occhi pietosi su questo figlio percosso e scempiato lenisci col tuo amore puro le pene di questo corpo arso e straziato intercedi e allontana da me questo calice che trabocca del mio sangue del tuo stesso sangue

    Madre dolcezza e speranza nostra Madre grazia e purezza Madre o clemente o pia Madre immacolata-Madre-misericordiosa-Madre-purissima-Madre-potentissima

    MADRE GUARDAMI!

    Tra le tue braccia il Re dei Re dei Re dicevi madre olii e unguenti preziosi avevi e parole e parole care e occhi accesi a guardare un futuro splendente Madre e mani grandi a guidare i miei passi su una terra ingrata un giorno dicevi un giorno pazienta osserva dicevi

    Madre brucia ora questa fronte sotto il peso di un’ingrata corona sento le carni lacerarsi staccarsi abbandonarmi dove è ora quel mondo tutto ai miei piedi dove la schiera di eserciti di anime ho percorso solo il sentiero della derisione chino sotto un fardello incondivisibile Madre brucia ogni singola cellula del mio corpo urlano vendetta queste spoglie mortali Mortali Madre

    La voce calda a cullare i risvegli inqueti non è tempo ancora dicevi vedrai la gloria la Gloria Madre GUARDAMI nulla NULLA resta Madre si spegne progressivamente il Re dei Re dei Re Madre GUARDAMI stringi ora quelle mani grandi attorno a questo malodore attorno a questa marcescenza le mosche sono ora il mio esercito altro da me si spegne lentamente anche la vampa osservo le mie stesse carni esangui lasciarmi

    Madre questo è questo corpo dilaniato tormentato dilacerato il tuo Re dei Re dei Re?


    Mother…lay thy pitiful eyes on this beaten and mangled son, soothe with thy pure love the pains of this burnt and tortured body, intercede and reject from me this bitter cup, overflowing with my blood, with thy own blood. Mother our sweetness – our hope, Mother grace and purity, Mother oh forgiving oh pious oh immaculate. Mother-merciful-Mother-pure-Mother-powerful.

    MOTHER LOOK AT ME!

    In your arms the King of Kings of Kings you said Mother, precious oils and ointments you had and words, beloved words and glowing, bright eyes illuminating a radiant future Mother, and big hands to guide my steps on an churlish land “one day” you said “one day, be patient, behold!”

    Mother look at me! Is burning now this forehead under the weight of a distasteful crown. I can feel my own flesh ripping open, tearing off, leaving me. Where is now all that world bowed down at my feet; where the ranks of armies of souls. I have walked, alone, the path of derision, bent under a unshareable burden, Mother! Is aching now every single cell of my body, screaming for vengeance this mortal coil Mother!

    Your sweet voice to cradle my worried awakenings “it’s not time” you said “you will see the glory” The Glory, Mother LOOK at me: nothing, NOTHING remains, Mother! It is gradually passing away the King of Kings of Kings, Mother LOOK AT ME!
    Place now those big hands around this odour around this rot. The flies are now my army, I’m out of myself; Even the stinging is slowly fading; I stare at my own, bloodless flesh, leaving me. Mother, this, is this tormented, torn, lacerated body your King of the King of Kings?

D † D

  • D † D

    D † D

    “….non è possibile! Io??? Se sto sognando voglio svegliarmi! Devo muovere un dito, devo!!! Questo non è reale, dev’essere un incubo. Qui dovrebbe far freddo. Io non sento niente Cosa mi è successo? Solo il mio cervello funziona. Devo, devo ricordare”

    .risate, un bicchiere sempre pieno, risate, una casa conosciuta, non la mia…l’amico di sempre, insieme dopo anni, chi sei/chi sono ora…ricordi e progetti…risate…

    No aspettate! Ma non sentite che il mio corpo non è freddo né rigido come dovrebbe? Fermi! Fosse solo tutto meno confuso nella mia testa ora!

    Ricordo…ricordi…i giochi di bambini e le sfide, le sfide, le prove di coraggio, risate, il conto delle cicatrici, colpa mia/colpa tua, e sì, io sempre la più coraggiosa dei due, risate…ma ora siamo grandi…tu, professore di chimica? Da non credere ché scansavi sempre le interrogazioni! Chissà quei poveri alunni, tutti cavie per i tuoi esperimenti! Risate…e uno strano sguardo nei tuoi occhi, di nuovo, nuovo e conosciuto. Una nuova prova di coraggio, dici: è una tua formula, ancora da mettere a punto ma sicura…quasi, dici: 24 ore di morte apparente, poi 10 minuti di coscienza dentro un corpo addormentato e poi ti svegli…oppure no, ci stai? Fanculo, ci sto!

    Deficiente! Stupida, stupida io che continuo a comportarmi come una ragazzina incosciente…ma ora mi sveglio, giusto? Ehi, voi, aspettate, non chiudete! I dieci minuti sono quasi passati, tra un po’ è tutto finito…vero?

    …this is not possible! Me??? If I’m dreaming I want to wake up! I must lift a finger!!! This is not real, it might be a nightmare. It should be cold here. I do not feel anything. What happened to me? Just my brain works. I need to remember.

    …laughter, a glass, always full, laughter, a well known apartment, not mine…my oldest friend and me, together after years, who you are/who I am now…memories and projects…laughter…

    No wait, but don’t you feel that my body is not cold nor stiff as it should? Stop! If everything was just less confused in my head now!!!

    …remembering…memories: kids’ games and challenges, the challenges, the tests of bravery – laughter – the sum of the scars, my fault/your fault, and yes, me, always the bravest of the two, laughter…but now we are grown up…Teacher? Of chemistry? YOU??? Unbelievable, you where the one that always evaded the tests! Those poor students of yours…all guinea pigs for your experiments! Laughter…and a strange look in your eyes, again, new and well known…a new challenge, a new test of courage, you say, 24 hours of apparent death, then 10 minutes of consciousness and then you wake up…or not, are you in? Fuck it, I’m in!

    Idiot! Stupid, stupid me, still behaving like a reckless girl…but soon I wake up, right? Hey, you, wait! Do not close! Those ten minutes are almost gone, everything will be all over in a little…right?

Chi Siamo

“Noi proviamo piacere a vedere le immagini le più precise delle cose la vista delle quali è dolorosa nella realtà, come gli aspetti di animali i più ripugnanti e dei cadaveri. […] il racconto deve essere così costituito che, anche senza vedere la scena, chi ascolta i fatti che accadono, a motivo degli avvenimenti stessi, frema di orrore e di pietà” [Aristotele, Poetica].

LE ORIGINI
La materia prima che anima il progetto Marthas Halle è la passione per il filone giallo-horror del cinema italiano degli anni ’60 e ’70: Mario Bava, Lucio Fulci, Aldo Lado, Dario Argento.
Da un omaggio al film Profondo Rosso deriva il titolo del progetto: la halle di Martha è l’ingresso della casa in cui avviene il primo omicidio, tappezzato di quadri evocativi dalle atmosfere oscure, che gioca un ruolo importante nello svolgimento del film.
Durante la performance il pubblico è invitato ad entrare in quell’ingresso in cui fanno bella mostra di sé, in questo caso, non i quadri del film ma le opere di Savino Ficco che idealmente prendono vita raccontandosi tramite le parole/azioni di Donatella Damato, le musiche originali e pochi elementi scenografici.

LA PERFORMANCE
In sede performativa l’autore è seduto ad una scrivania al centro della sala. Dalle sue dita che concitatamente battono alla tastiera di un computer, nascono idealmente le parole recitate dall’attrice.
Ad ogni singolo scatto sono associati una musica originale ed un monologo (le musiche originali sono di Giovanni Mastrangelo, Andyustrial e Trivo alcuni monologhi hanno testi originali di Donatella Damato, altri sono tratti da Lautreamont – I canti di Maldoror; Shakespeare – Amleto; De Sade – La filosofia nel boudoir).

BREVE BIO DELL’AUTORE
Savino Ficco nasce il 22/09/1979 a San Giovanni Rotondo (Fg).
Nel 1999 consegue il diploma di maturità A.D. sez. Disegnatori di Architettura e arredamento presso l’Istituto Statale d’Arte di Foggia.
Nel 2004 consegue il diploma di laurea di I livello in Scenografia, con tesi di laurea sulla scenografia nel cinema dell’espressionismo tedesco; sempre in questa sede nel 2007 consegue il diploma Accademico sperimentale di II livello in Grafica, con tesi di laurea sul fotodinamismo. Dal 2001 lavora nella scenografia in qualità di scenografo costruttore e arredatore. In questo contesto, negli anni, colleziona numerosi lavori per teatro, cinema, fiction e pubblicità; tra questi si segnalano:
Rosso Fango vincitore del David di Donatello 2003 (categoria film cortometraggi);
n. 2 puntate per la serie tv americana REVELATIONS (2005);
il film INKHEART (2006);
varie pubblicità nazionali come Olio Bertolli, Pasta Barilla, Pollo Amadori etc. collaborando con importanti scenografi come Raffaele Montesano (Direttore Festival Valle D’Itria – Martina Franca – Ta); Andrea Faini (importantissimo scenografo per la pubblicità italiana); Stuart Rose (scenografo inglese); Renato Lori (Padrino parte III, Phenomena, Opera); Aldo De Lorenzo (scenografo teatrale).
Spesso alle prese con mostre d’arte personali e collettive in campo fotografico, nazionali ed internazionali, nel 2010 è selezionato per il concorso intercontinentale PREMIO TERNA 2010, all’interno del quale si classifica tra i primi 10 più votati sul web con la fotoelaborazione MATER DOLORIS.
Sempre nel 2010, apre a Foggia STUDIO 79; uno Studio di consulenza, ideazione e realizzazione fotografica, pubblicitaria e grafica.
Nel 2013 vince, nella categoria arti visive, la quarta edizione del Festival Horror indipendente INTERIORA, tenutosi a Roma presso il c.s.o.a. Forte Prenestino.
Nel 2014 è selezionato, con l’opera MADRE TERRA, per esporre a New York presso il See.Me Exhibition Space.
Con il progetto Marthas Halle ha partecipato nel luglio 2015 all’undicesimo INTERNATIONAL FESTIVAL OF MAKING THEATRE presso il Theatre of Changes di Atene, esponendo le tele durante tutta la durata del festival, tenendo seminari per gli allievi e portando in scena la performance.
Attraverso STUDIO 79 Savino Ficco presta i propri servizi ad aziende nazionali ed internazionali e a gruppi musicali emergenti, oltre che ad aspiranti attrici e a modelle emergenti.

BREVE BIO DELLA PERFORMER
Donatella Damato è nata nel 1971 a Foggia. Nel 1997, ottiene il diploma di Attrice Professionista presso il Centro Internazionale dell’Attore Permis de Conduire di Roma, nel 2003 la Laurea in Scienze Umanistiche con indirizzo Spettacolo presso La Sapienza di Roma.
Frequenta, in Italia e all’estero, numerosi workshop (Zoomorfismo con Shona Morris della Royal Academy di Londra, Improvvisazione teatrale con Evdokimos Tsolakidis del Theatre of Changes di Atene, Movimento Scenico con Augusto Omolù dell’Odin Theatret, Danza Butoh con Masaki Iwana per citarne alcuni); frequenta la Scuola Europea di Ananda Yoga® di Assisi dove ha ottenuto l’attestato di Istruttore degli Esercizi di Ricarica e studia per diventare Istruttrice di Ananda Yoga.
Ha partecipato a numerosissimi spettacoli teatrali dal 1995 come attrice dal 1997 anche come regista. Dal 2005 insegna Recitazione, Dizione e Movimento scenico sia privatamente con l’associazione Peter Panphili prima e con l’associazione Il Kantiere – Arte in corso d’Opera ora, che nelle scuole pubbliche tramite i fondi europei PON.
Ha curato la redazione di un libro dal titolo DAL RACCONTO ALL’AZIONE SCENICA per il Corso di formazione alunni nell’annualità 2011/12.
Come performer cerca di indagare il concetto di compresenza degli opposti e di lavorare sulla smentita dei luoghi comuni, in favore di un recupero della realtà, sceverata da giudizi di genere e dal peso delle convenzioni umane. Esempi di tale ricerca sono l’happening Scripta Manent, in occasione dell’opening della mostra Tracarte presso la Fondazione Siniscalco Ceci di Foggia nel 2006, la performance De Raptu Proserpinae nella prima edizione di Foggia Sotterranea nel 2008 o le performance Dico Tomie e I luoghi dell’Essere, sempre a Foggia, nel 2012 e 2014.
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[…]The plot should be so constructed that even without seeing the play anyone hearing of the incidents happening thrills with fear and pity as a result of what occurs” [Aristotle, Poetics]

THE ORIGINS
The raw material that drives Marthas Halle is the passion for the yellow-horror genre of Italian cinema of the 60s and 70s: Mario Bava, Lucio Fulci, Aldo Lado, Dario Argento.
The title of the project is a tribute to Argento’s Deep Red: the halle is the entrance of the house, with its dark pictures, which plays an important role in the movie.
During the performance the audience is ideally invited to get into that room when they can enjoy Savino Ficco’s pictures, that come alive from Donatella Damato’s words and actions.

THE PERFORMANCE
During the show the author is sitting at a desk in the middle of the room. From his fingers excitedly hitting to a computer keyboard, the characters are born.
Each picture owns its original music and monologue (music by Giovanni Mastrangelo, Andyustrial and Trivo; most of the monologues are written by Donatella Damato, others are fragments from Lautreamont – The songs of Maldoror; Shakespeare – Hamlet De Sade – Philosophy in the Boudoir).

SHORT BIO OF THE PHOTOGRAPHER
I have always been interested in film and arts; as a result both my dissertations were based on relevant topics such as German Expressionism and Italian Fotodinamismo.
In 2001 I started my career in the media industry. I worked as set and interior designer for theatrical plays, fiction films and advertising. Among my most important works:
Rosso Fango (David di Donatello 2003 award for the bes short film)
Revelations (American TV comedy – 2 episodes in 2005)
Inkheart (2006)
I also worked for prestigious Italian brands, for example Bertolli, Barilla, Amadori and leading set designers including Raffaele Montesano, Andrea Faini, Stuart Rose, Renato Lori, Aldo De Lorenzo.
My photographic works are being shown in various exhibitions, both national and international. In 2010 my work MATER DOLORIS was among the 10 most web-voted creations for the TERNA AWARD 2010.
In 2013 I won in the category of visual arts, the fourth edition of the independent Horror Festival INTERIORA , held in Rome at the csoa Forte Prenestino.
In 2014 I have been selected, with the work “Madre Terra”, to exhibit in New York at the See.Me Exhibition Space.
I have been part of INTERNATIONAL FESTIVAL OF MAKING THEATRE at Theatre of Changes – Athens with Marthas Halle project, exposing the pictures, leading a workshop and performing.
Moreover I own and run STUDIO 79, a graphic company that works mostly with photography and advertising on a national and international level. My usual clients are budding fashion models, actors and music groups

SHORT BIO OF THE PERFORMER
Donatella Damato is an actress a director and an acting teacher.
In 1997 she earned a diploma in Acting at Permis de Conduire International Academy of Rome. In 2003 she obtained a degree in Metodologia e Critica dello Spettacolo at La Sapienza University of Rome. She attended, in Italy and abroad, many workshops (Zoomorphism with Shona Morris of the Royal Academy of London, Theatrical improvisation with Evdokimos Tsolakidis from the Theatre of Changes of Athens, Acting training with Augusto Omolù from the Odin Theatret, Butoh Dance with Masaki Iwana e.g.); and attended the European School of Ananda Yoga® in Assisi where she obtained the diploma of Instructor of Energization Exercises of Paramhansa Yogananda® and she is actually studying to become Ananda Yoga teacher.
For the last twenty years she has joined different plays as actress and director and she has leaded different acting and drama classes in Italy and abroad both privately with the association Peter Panphili and actually with the association Kantiere – Arte in Corso d’Opera, and in public schools through the European funds P.O.N. She oversaw the editing of a book entitled Dal racconto all’azione scenica for 2011/12 Drama students. Actually she lives in Foggia where she leads Kantiere – Arte in Corso d’Opera, an organization born with the aim of promote the merging of various cultural expressions (drama, cinematography, music, performing and visual arts).
As a performer she tries to investigate the concept of coexistence of opposites and to work on the refusal of clichés, in favor of a regain of pure reality, free from judgments and social conventions as in the happening Scripta Manent, at the opening of the Tracarte exhibition – Foggia, Fondazione Siniscalco Ceci in 2006; the performance De Raptu Proserpinae in the first edition of Foggia Sotterranea in 2008, or the performances Dico Tomie and I Luoghi dell’Essere, in Foggia, in 2012 and 2014.

Notizie

Le atmosfere evocative ed oscure di Marthas Halle stregano il quartiere Coppedè

MARTHAS HALLE – progetto artistico itinerante sarà a Roma
SPAZIO CIMA – Via Ombrone, 9 dal 16 al 23 ottobre 2015

Vernissage con performance 16 ottobre, ore 18.00
Finissage con performance in inglese 23 ottobre. Ore 18.00

GLI OSPITI

Durante tutta la settimana in cui saranno esposte le opere di Marthas Halle, si alterneranno nello Spazio Cima graditissimi ospiti tra cui Franco Bellomo (fotografo di scena di grandi registi come Federico Fellini, Mario Bava, Michelangelo Antonioni, Dario Argento), Luigi Pastore che presenterà il film Hippocampus, Veronica D’Auria e Lino Stragis di Interiora Horror Fest.
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Contatti

Non esitate a scrivermi per qualsiasi informazione!

Email: info@marthashalle.com

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